LUCCA - In gergo si chiama “sprock”. E' una fusione di soul, pop e rock il sound con cui Anastacia ha scalato dal 2000 le classifiche di vendita.
Il pezzo d'esordio era intitolato “Not that kind” e mercoledì sera (8 luglio) la bionda di Chicago l'ha riproposto a Lucca, nel corso di quasi due ore di musica, culminate sulle note della sfrenata dance anni '70 di “Let outside alone”. E così, fra rullanti di batteria e balli scatenati, il pubblico del Summer Festival , 5000 paganti, ha salutato la prima volta dell'artista americana. E lei ha dimostrato di gradire: “
You crazy italians, you surprise me”, ha detto in lacrime dal palco leggendo un messaggio cartaceo passatole dalle prime file.
Inizia tutto con un'esplosione di luci sul palco, poco dopo l'esibizione di Karima. Sono le 21,50 e Anastacia balza (letteralmente) in scena su un sottofondo visivo che racconta per animazioni la sua scalata al successo: una carrellata verticale fra i grattacieli che arriva al suo nome, illuminato dai riflettori sulla cima del palazzo più alto.
“
One day in your life”, la canzone di esordio, racconta la sua parabola professionale: “Il tempo mi rende più forte”, canta la bionda di Chicago all'età di 41 anni accompagnata da due tastiere, altrettante coriste, chitarra e batteria.
Certo, è pop music. Leggera e leggiadra: l'ideale per una fresca serata d'estate.
Il suo pubblico lo sa e canta insieme a lei “
I can feel you”, celebrando un'intesa.
Anastacia si toglie gli occhiali da sole, guarda le persone negli occhi attraverso le telecamere degli schermi giganti e contraccambia: “
I love you too”.
Il resto è “sprock”, come anticipato.
Voce acuta, estensioni soul dal registro grave, quasi black. Qualcuno l'ha definita “un soprano drammatico” e di certo l'esecuzione del lento “
You'll never be alone” non fa pensare a niente di meno.
Un timbro e una ritmica capace di superare l'estensione registrata nei suoi lavori in studio e che riprende la sua epica romantica in “
In your eyes”, eseguito sulla rituale coreografia delle luci degli accendini, in una soffusa piazza Napoleone in cerca di emozioni.
Un appello per i bambini vittime di violenza e parte la dedica di “
You'll be fine”, seguita dalla svolta “street sound” di “
Paid my dues”, coreografata da una lenta break dance e testimone del primo cambio d'abito della diva.
I ritmi black lasciano presto la strada all'ennesima prova di voce sulla struggente “
Pieces of a dream”, che canta di sogni d'amore infranti da amare consapevolezze.
Della speranza che si abbandona, sconfitta, alla realtà, sullo sfondo (proiettato sul palco) di un cielo azzurro popolato da nuvole inquiete.
Prima del bis Anastacia torna alle origini con il singolo da dieci milioni di copie “
Not that kind”, che la rivelò come esordiente al mondo nel lontano 2000, su etichetta Daylight Records.
Il pubblico ricorda. Apprezza. E (quindi) balla.
Le danze non si interrompono perché il "trittico" finale è di quelli disco vecchia scuola: “
Heavy rotation”, “
I'm outta love” e “
Left outside alone"” riportano la mente e il cuore ai rullanti di batteria della stagione della dance anni '70.
E la piazza esplode.

La mattina poi l'abbiamo incontrata all'uscita dal suo albergo in partenza per Taormina ...

